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Prova dell'esistenza di esplosivi avanzati nel WTC

giovedì 25 marzo 2010
"Materiale Thermitico Attivo Ritrovato Nella Polvere Proveniente Dalla Catastrofe Del World Trade Center l'11/9", fornisce, molto semplicemente, la prova che sono stati usati esplosivi nella distruzione delle Torri Gemelle.

In particolare, il documento individua positivamente del materiale pirotecnico combinato in maniera avanzata in ciascuno dei diversi campioni di polvere rinvenuti dalla distruzione degli edifici, nella forma di minuscoli frammenti a lato rosso e grigio. Essi condividono una specifica struttura-tridimensionale , una composizione chimica, ed un comportamento d'accensione.

La base e la validità di questa identificazione può essere colta velocemente da chiunque abbia conoscenza della fisica e della chimica.

Ma bisogna essere dei grandi esperti per capire i risultati, valutare e respingere le affermazioni dei "debunker"?

Fortunatamente, la risposta è no. E l'osservazione principale del documento può essere compresa con qualche sforzo da qualsiasi persona intelligente. In questo piccolo riassunto della parte conclusiva mi sono concentrato su tre caratteristiche dei frammenti rosso-grigi, facili da ricordare; caratteristiche che mostrano innegabilmente che i frammenti sono composti da materiale pirotecnico combinato tramite alta-tecnologia.

Tre caratteristiche dei frammenti Rosso-Grigi:

Una porzione della Fig. 2, mostra uno dei frammenti rosso-grigi. "μm" significa milionesimo di metro. La sbarretta che indica "100-μm" è almeno 1/10 di un millimetro -- circa la larghezza di un capello.



Le tre caratteristiche dei frammenti rosso-grigi evidenziati quì – struttura fisica, composizione chimica, e comportamento termico stabiliscono chiaramente che essi sono: nano-composti pirotecnici alluminotermici: materiali prodotti in maniera avanzata con una tecnologia che può essere stata inventata solo di recente, come nella metà degli anni 90.

Uno di questi tre elementi, preso da solo, mostra che i frammenti contengono una tipologia di materiale (energetico) che non ha un legittimo posto in un edificio d'uffici.

Almeno due di queste caratteristiche stabilisce che si tratta di materiale pirotecnico avanzato. Questo, combinato con l'abbondanza del materiale; costituente lo 0.05 percento circa della massa di polvere, quindi, forse almeno 10 tonnellate all'interno degli edifici , è con una fonte incompatibile a spiegazioni "banali" e pienamente a supporto con l'osservazione della demolizione controllata.

1. Struttura Fisica

  • La struttura dei frammenti è coerente da un campione all'altro, è chiaramente "innaturale", ed è un materiale fabbricato.

  • Il lato rosso è un composto fabbricato tramite tecniche di nano-ingegneria , contenente due tipi di "nano-grani", entrambi altamente coerenti in forma e dimensioni.

Porzione della Fig. 4 e 5: Due immagini scansionate con il microscopio elettronico dei frammenti a doppio strato.

Fig. 9, Visualizzazione altamente ingrandita dello strato rosso. Si nota spesso la particella a strato esagonale, e le piccole e sfaccettate particelle, entrambi in colore più lucente della matrice porosa.



La struttura fisica dei frammenti è visibile tramite un'ispezione visiva al miscriscopio, e più chiaramente con una scansione al microscopio elettronico. Un sottile strato rosso è supportato da un omogeneo strato di materiale grigio. Lo zoom dello strato rosso mostra che è composto da due diversi tipi di particelle; incorporate in un materiale a matrice porosa: lastre sottili sfaccettate a grani e dalla forma tipicamente esagonale.


Tre fatti sulle particelle degli strati rossi:

  • Sono davvero piccole: le "lastre" hanno uno spessore di circa 40 nanometri, ed i grani hanno solo circa 100 nanometri di diametro.

  • Sono altamente uniformi in dimensione e forma.

  • Sono intimamente mescolate in una composizione che è altamente costante per tutto il materiale.

Queste sono tutte caratteristiche di un materiale combinato tramite tecniche di nano-tecnologia . Non è possibile che tale materiale si sia formato come prodotto della distruzione delle Torri Gemelle.

Struttura fisica dei frammenti:

2. Composizione Chimica

  • Gli strati rossi contengono abbondante alluminio, Ferro e Ossigeno, il Ferro è associato all'Ossigeno, e l'Alluminio è principalmente in forma pura ed elementare.

  • I quantitativi relativi di Alluminio, Ferro ed Ossigeno, corrispondono a quelli della formulazione della Thermite più comune: Fe2O3 + 2 Al .

La composizione chimica dei frammenti è stabilita tramite la misurazione dei livelli degli elementi delle parti che lo costituiscono. Utilizzando un microscopio a scansione elettronica equipaggiato con una spettroscopia a raggi x ("X-ray energy-dispersive spectroscopy (XEDS)"), stabilisce che ognuno dei due tipi di particelle contenute nello strato rosso , così come il materiale poroso che li contiene, hanno una specifica composizione elementare.
2 Al + Fe2O3 → Al2O3 + 2 Fe 

Questa è l'equazione chimica del più comune tipo di reazione thermitica: Due atomi di Alluminio reagiscono con una molecola di Ossido di Ferro a formare una molecola di Ossido di Alluminio e due Atomi di Ferro. Poiché l'Alluminio detiene l'Ossigeno più saldamente del Ferro, la reazione rilascia una grande energia -- circa tre volte tanto per unità di peso, come quella rilasciata dagli esplosivi convenzionali ad alta energia.


Un collage delle figure. 16, 17, e 18, mostrano, dalla prima all'ultima, lo "spettro" di una porzione ricca di Silicio sulla matrice porosa di colore rosso, regione con il gruppo ricco di sottili lastre di Alluminio, e con un gruppo di grani ricchi di Ferro. L'immersione del campione nel MEK ha rimosso molto del Carbonio e dell'Ossigeno dalla regione ricca di Silicio ed Ossigeno.

  • Le "piastre" sono prevalentemente composte da Alluminio. Poiché gli altri elementi sono presenti in piccolissime quantità, la maggior parte dell'Alluminio deve essere in forma elementare, il cui notevole "appetito" di Ossigeno è fornito da uno strato superficiale di poche molecole di spessore che avvolge ogni particella.

  • I grani sfaccettati sono principalmente composti da Ferro ed Ossigeno, nel rapporto di Fe2O3 in forma di Ossido di Ferro, un composto che reagisce con l'Alluminio con un calore tanto intenso da rilasciare Ferro fuso.

Pertanto, i due tipi di nano-particelle nello strato rosso contengono i due ingredienti della Thermite: Alluminio puro ed ossido di Ferro. Inoltre, la matrice dello strato rosso nella quale sono incorporate in maniera altamente uniforme è composta principalmente da Carbonio, Silicio, ed Ossigeno, simile in composizione alle note varianti della Nano-Thermite, ottimizzate per alte pressioni esplosive.

Sebbene questi elementi , Alluminio, Ferro, Ossigeno e Silicio -- fossero tutti materiali abbondantemente presenti nella costruzione delle Torri Gemelle, non è possibile che il prodotto della loro distruzione possa far si che tali si siano tutti "macinati" in polvere ed assemblati finemente in un composto alluminotermico chimicamente ottimizzato.

>> ULTERIORI INVESTIGAZIONI: composizione chimica dei frammenti:

3. Comportamento termico

  • Quando i frammenti vengono riscaldati a circa 430ºC (806ºF), essi producono una reazione chimica fuori controllo che produce temperature di almeno 1535ºC (2795ºF); il punto di fusione del Ferro.

  • I residui prodotti da questa reazione --sfere ricche di Ferro -- corrispondono a quelle prodotte dall'innesco della Thermite commerciale e delle particelle ritrovate nei campioni di polvere del WTC.

Fig. 19 Comparazione delle tracce (DSC) di un frammento di ognuno dei quattro campioni. Anche se la traccia non cattura l'incremento della temperatura una volta che un campione si infiamma, l'area al di sotto di essa approssima la densità energetica dei vari campioni.

Il comportamento termico del frammento viene analizzato utilizzando uno strumento (DSC), che misura il flusso di calore esternamente ed internamente il campione; la sua temperatura è gradualmente aumentata. Quando i campioni arrivano ad una temperatura di circa 430ºC, si infiammano in una reazione di fuga che raggiunge almeno 1535°C. Il fatto che la reazione raggiunga temperature molto elevate è evidente dal residuo della reazione, cioè piccole sfere ricche di Ferro - residui che per creare gocce di metallo fuso hanno chiaramente sperimentato temperature al di sopra del punto di fusione del Ferro, che diventano poi sferiche sotto l'influenza della tensione superficiale .

Le sfere ricche di Ferro formate dal riscaldamento dei vari frammenti corrispondono a quelli ritrovati in abbondanza in tutti i campioni di polvere del WTC studiati, essi sono anche prodotti dalla reazione delle Thermite commerciale, sia nell'aspetto che nelle analisi rivelate dall'analisi "XEDS".

Fig. 30 mette a confronto le stime di densità energetica di quattro frammenti a quella di altri esplosivi ad alto potenziale e quella della Thermite.

Con la densità energetica si misurano le prestazioni di un esplosivo: la quantità di energia può essere immagazzinato in un determinato peso o volume. Le stime delle densità energetica dei frammenti scaturita nei DSC mostra che essi sono molto simili a quelle degli esplosivi tradizionali ad alto potenziale (tipo la TNT) e della Thermithe convenzionale. Queste stime comprendono il peso del materiale inerte (strato grigio), il che potrebbe spiegare la gamma di densità di energia dei quattro differenti frammenti.

Considerando che l'analisi strutturale e chimica dei vari frammenti mostra che essi sono stati progettati come una sorta di esplosivi, l'analisi termica dimostra che, nonostante la loro forma frammentata e la loro età, sono ancora esplosivi attivi con densità energetica impressionante.

Materiale termitico attivo ritrovato nella polvere del WTC non descrive test che potrebbero indicare la potenza energetica del materiale ritrovato. Il fatto che si infiammi tra i 370ºC ed i 430ºC sembrerebbe indicare una tipologia d'esplosivo "delicato", dal momento che un incendio d'ufficio può provocare tali temperature. Tuttavia, il materiale potrebbe avere più di una modalità di reazione:

Potrebbe esser stato progettato in modo tale che bruci violentemente come un idrocarburo dopo un graduale riscaldamento da incendio, (tipo l'RDX) un micro-detonatore che crei un forte e localizzato calore (tipo il "Super-Thermite Elettric Matches",detonatore che resiste a tutto ed è stato pubblicato di recente) potrebbe indurlo ad esplodere con una potente onda d'urto sufficiente a rompere oggetti a diversi metri di distanza.

Sebbene le macerie possano contenere del materiale infiammabile, non è possibile che essi, o materiali residui di questi ultimi, presenti nelle Torri Gemelle o formati dalla distruzione degli edifici possano essere capaci di produrre temperature al di sopra del punto di fusione del Ferro.

>> Lettura ulteriore: comportamento termico dei frammenti:

Conclusioni

Come riassunto semplificato dei risultati del documento "materiali termici attivi rinvenuti nella polvere dalla catastrofe del World Trade Center l'11/9", nel quale vengono distintivamente mostrati i frammenti rosso-grigi ,constantemente ritrovati nei campioni di polvere dalle Twin Towers distrutte; essi sono chiaramente un materiale pirotecnico fabbricato in maniera avanzata. Non è neanche lontanamente possibile che il materiale si sarebbe potuto formate spontaneamente attraverso qualsiasi processo casuale, come la totale distruzione delle Torri Gemelle. Né è possibile che il materiale fosse presente nelle Torri per qualche "innocente" motivo.

La Torre nord viene consumata da una vasta "eruzione", una "cascata" di migliaia di "piccole" esplosioni.


I frammenti sono chiaramente il risultato di un materiale pirotecnico inesploso, probabilmente un esplosivo ad alto potenziale che era presente nelle Torri Gemelle in grandi quantità. Ragionevoli stime di volume del materiale, calcolati sulla base di abbondanza dei frammenti rosso-grigi ritrovati, ha fatto supporre che vi fossero ingenti quantità di esplosivo, (tenendo anche conto delle migliaia di tonnellate di polvere presente) . Anche se l'installazione di così tanto materiale richiederebbe notevole logistica e pianificazione non sarebbe necessariamente difficile da nascondere, come dimostra questo ipotetico scenario di demolizione.

La progressiva detonazione di tante tonnellate di materiale energetico potrebbe spiegare le esplosioni a fungo che distruggono sistematicamente ogni torre, da cima a fondo, e il rigore incredibile della distruzione, che ha lasciato l'edificio quasi senza componenti riconoscibili, (oltre che i pesanti rivestimenti e le colonne in acciaio), e nessun frammento rintracciabile di più di 1000 corpi umani.

Schottolo

Distruzione della torre nord del World Trade Center e fisica fondamentale

martedì 23 marzo 2010


Di David Chandler

B.S., physics, Harvey Mudd College, Claremont, CA
M.A., education, Claremont Graduate University, Claremont, CA
M.S., mathematics, California Polytechnic University, Pomona, CA

Abstract

La linea del tetto della Torre nord del World Trade Center è stata vista in costante accelerazione verso il basso fino al momento della sua scomparsa. Un’accelerazione verso il basso del blocco superiore in caduta implica una forza netta diretta verso il basso, cosa che richiede che la forza resistente verso l’alto sia minore del peso del blocco. Perciò la forza rivolta verso il basso esercitata dal blocco in caduta deve essere stata anch’essa minore del suo stesso peso. Dal momento che la sezione sottostante dell’edificio era stata disegnata per sostenere diverse volte il peso del blocco superiore, la forza ridotta esercitata dal blocco in caduta era insufficiente a schiacciare la sezione sottostante dell’edificio. Per questo il blocco in caduta non avrebbe potuto agire come “pile driver”. L’accelerazione verso il basso della parte superiore può essere spiegata come una conseguenza, e non come causa, della disintegrazione della sezione inferiore dell’edificio.

Introduzione

La distruzione del WTC l’11 Settembre 2001 è stata, da qualsiasi punto di vista, un punto di svolta memorabile nelle questioni mondiali. Più di otto anni dopo quell’evento, le cause dei collassi dei tre edifici più grandi del WTC (WTC 1, WTC 2 e WTC 7) rimangono vivacemente contestate nonostante i rapporti ufficiali delle agenzie governative, prima dalla FEMA e poi dal NIST, cerchino di chiudere definitivamente la questione.
Un “movimento per la verità sull’11/9” è nato, comprendendo più di 1000 architetti e ingegneri che stanno richiedendo una nuova investigazione. Gli investigatori del NIST hanno costruito ed elaborato un modello al computer degli edifici, usato per ricostruire le collisioni dei velivoli, ma stranamente non hanno creato un modello per ricostruire gli effettivi collassi delle Twin Towers. Loro hanno condotto le loro analisi siano al punto in cui il collasso comincia, basandosi, come vediamo, su di un modello ancor più semplicistico proposto da Zdenek Bazant [4,5,6,7], il quale concludeva che una volta iniziati i collassi, il collasso totale era inevitabile.


Quella che segui qui è un’analisi che segue le semplicistiche supposizioni spiegate da Bazant. Usando misurazioni e analisi accessibili anche ad una classe che affronta la materia Fisica a livello introduttivo, gli studenti non ancora laureati hanno la facoltà di valutare l’adeguatezza del modello NIST-Bazant. Il loro background di Fisica, anche a questo livello, li rende pronti per una partecipazione intelligente in un dibattito civile significativo.

Il “pile driver”

Le Twin Towers del WTC sono state distrutte in una modalità “top-down”. Più in particolare, la sezione dell’edificio che va dal 98° piano sino alla linea del tetto, è sembrata distaccarsi e accelerare verso il basso attraverso i 98 piani sottostanti. Il meccanismo attraverso cui è avvenuto questo processo è stato dibattuto sia da parte di coloro che hanno limitato la loro ricerca ad una spiegazione prettamente naturale della catastrofe (impatto degli aerei, incendio e forza di gravità) sia da parte di coloro che cercano di tenere in considerazione tutte le possibili spiegazioni (inclusa la presenza di esplosivi pre-installati).

La distruzione di un edificio è un processo complesso, ma la semplice fisica applicata all’osservazione del movimento della linea del tetto può restringere la scelta fra le varie teorie proposte. Noi qui ci concentreremo sui dettagli della distruzione della Torre Nord. E’ stata la prima torre ad essere colpita dall’aereo e la seconda a cadere l’11 Settembre 2001.

Può essere identificata dal momento che aveva una grande antenna sul tetto. La teoria pubblicata da Thomas W. Eager e Christopher Musso sul JOM nel Dicembre 2001, [1] e adottata nello studio della Federal Emergency Management Agency (FEMA), ha affermato che le connessioni dei piani si sono rotte a causa dell’incendio, portando ad un collasso “pancake” dei piani.

Questa teoria non fornisce una spiegazione del perché anche la struttura del “core” abbia ceduto, ed è stata scartata nello studio del National Institute of Standards and Technology (NIST). Invece, il rapporto NIST si concentra sul cedimento delle colonne. Sulla pagina delle FAQ del sito web del NIST, si legge:


Le conclusioni del NIST non supportano la “teoria pancake” del collasso, che è supposta ad un progressivo cedimento del sistema dei piani nelle torri del WTC. (Il sistema composito dei piani, che connetteva le colonne del core e le colonne perimetrali, consisteva di un reticolo incrociato di travature d’acciaio integrate con una lastra di cemento armato.) Invece, l’investigazione del NIST ha concluso che il collasso era stato causato dalla trazione delle travature dovuta dalla deformazione dei piani presso le colonne perimetrali del lato sud, causando la loro inarcatura verso l’interno e il loro eventuale cedimento. Questo meccanismo necessita che le travature dei piani rimangano fissate alle colonne perimetrali, per questo si esclude il collasso “pancake”.[2]

Dal punto di vista del NIST, l’incendio è stato causa dell’indebolimento ed eventualmente del cedimento di un numero considerevole di colonne perimetrali e del “core” vicino la zona d’impatto. Il seguente è tratto dalla pagina 151 del loro documento riassuntivo, NIST NCSTAR 1.
Innesco del collasso

Le colonne inarcate della parete sud si piegarono e furono incapaci di sopportare i carichi gravitazionali. Quei carichi si scaricarono quindi sulle colonne adiacenti attraverso i pannelli di connessione, ma quelle colonne allo stesso modo divennero presto sovraccaricate.In una rapida sequenza, questa instabilità si diffuse completamente verso la parete est e la ovest.
La parte dell’edificio al di sopra della zona d’impatto (vicino al 98° piano), comportandosi come un blocco rigido, si inclinò verso sud di almeno 8 gradi.
Il movimento verso il basso di questo blocco strutturale fu maggiore di quanto la struttura potesse sopportare, e il collasso globale cominciò.[3]
Una serie di scritti da parte di Zdenek Bazant, [4,5,6,7] assieme a vari co-autori, descrivono ciò che è diventato noto come l’ipotesi “pile-driver”, il quale sembra essere preso in esame da parte dell’investigazione del NIST. Bazant descrive uno scenario in cui la parte superiore dell’edificio rimane rigido nel mentre in cui riduce in macerie la parte bassa della struttura. Solamente quando la parte inferiore della torre è stata smembrata in un unico cumulo di macerie, il blocco superiore della torre si frantuma. Questo processo proposto è diventato noto come un processo “Crush-down” seguito da un processo “Crush-Up”. Esso sostiene che una volta cominciato, il collsso globale diventa inevitabile.

Assumendo che l’analisi di Bazant sia logica, il rapporo NIST limita la sua stessa investigazione agli aventi che hanno condotto sino all’”incipit” del crollo, sostenendo che tutto ciò che accadde in seguito ad esso fosse inevitabile e non richiedesse nessuna ulteriore investigazione. Il NIST in tal modo elude dal considerare cosa successe veramente durante il collasso stesso, incluse prove che potrebbero mettere in dubbio la correttezza dell’analisi presentata da Bazant.

La distruzione che accelera

La linea del tetto della Torre Nord risulta cadere improvvisamente in un modo che, molti osservatori poco precisamente descrivono come “caduta libera” o “in quasi caduta libera”.
Per misurare il reale movimento della linea del tetto, è stata usata una copia in alta definizione di un video di Etienne Sauret (simile ad una versione disponibile su You Tube[8]). Il video di Sauret mostra la facciata nord della Torre Nord, la quale è distinguibile dalla presenza del foro d’impatto causato dall’aereo. E’ un video particolarmente adatto per i nostri scopi poiché mostra una ripresa quasi a livello e quasi perpendicolare alla parete della torre presa da una telecamera fissa distante. Ci sono vari software che permettono il piazzamento di “markers” su un video clip un frame alla volta, al fine di effettuare un’analisi cinematica.
Uno di questi programmi si chiama Tracker,[9] che fa parte del progetto Open Source Physics.[10] Il “frame rate” del video di Sauret, il quale ha un rate standard NTSC di 30.000 fotogrammi ogni 1001 secondi, o approssimativamente 29,97 fps [frames per second, n.d.r.], funge da unità di misura temporale. La scala di misurazione dello spazio verticale è stata calibrata in base all’ampiezza dei piani i quali, a parte per la sky lobby e i piani adibiti alla manutenzione, sappiamo essere di 12 piedi.[11] La posizione sulla verticale della linea del tetto è stata marcata ogni sei fotogrammi (intervalli di 0,2 secondi) e i dati sono stati inseriti in un foglio di calcolo per l’analisi.


Vedi Tabella:


Fotogramma #

Tempo (sec)

Asse “y” (m)

Velocità su “y” (m/s)

216

0.00

82.397


222

0.20

82.399

0.010

228

0.40

82.401

0.010

234

0.60

82.403

-0.562

240

0.80

82.176

-1.708

246

1.00

81.720

-2.665

252

1.20

81.110

-3.400

258

1.40

80.360

-4.520

264

1.60

79.302

-5.860

270

1.80

78.016

-7.165

276

2.00

76.436

-8.485

282

2.20

74.622

-10.005

288

2.40

72.434

-11.505

294

2.60

70.020

-12.648

300

2.80

67.375

-13.968

306

3.00

64.433

-15.285

312

3.20

61.261

-16.240

318

3.40

57.937

-17.358

324

3.60

54.318

-18.300

330

3.80

50.617

-19.443

336

4.00

46.541




Dati della misurazione video – I numeri di fotogramma rappresentano ogni sesto fotogramma a partire dall’inizio del videoclip. Il frame rate del video è uno standard NTSC, 29,97 fotogrammi per secondo, concedeno un intervallo di misurazione di 0,20 secondi. I valori “y” rappresentano l’altezza della linea del tetto in relazione ad un punto di partenza arbitrario. Le velocità sono state calcolate grazie ad un algoritmo di differenziazione della differenza simmetrica.

Un grafico dell’altezza della linea del tetto a confronto con il tempo (Figura 1) mostra la caratteristica forma a parabola che indica un’accelerazione verso il basso.

La componente verticale della velocità è stata calcolata usando un algoritmo di differenzazione numerica della differenza simmetrica,

Vn =(Yn+1 – Yn-1)/2Δt (1)

Un grafico della velocità a confronto con il tempo (Figura 2) mostra un’accelerazione quasi uniforme dal sesto punto di calcolo della velocità in avanti. Quando la linea del tette comincia a cadere, passa rapidamente ad un moto quasi uniformemente accelerato verso il basso.





































(Figura 1). Grafico dell’altezza della linea del tetto (misurata da punto di partenza arbitrario) a confronto con il tempo ad intervalli di 0,2 secondi. Si noti che una volta incominciata la caduta la traiettoria si presenta approssimativamente parabolica.






































(Figura 2). La velocità è qui tracciata in funzione del tempo per la linea del tetto del WTC 1. La linea di regressione è calcolata a partire dalla sesta velocità registrata in avanti. L’inclinazione della linea, in questo contesto, rappresenta l’accelerazione: -6,31 m/s2 con un valore di R2 [coefficiente di correlazione, n.d.r.]di 0,997.



Osservazioni

Per queste analisi seguiamo le semplicistiche ipotesi di Bazant [4,5,6,7] trattando la sezione superiore dell’edificio come un blocco solido di massa “m”. Le sole due forze che agiscono sul blocco in caduta sono la forza di gravità (mg) e una forza normale verso l’alto (N) causata dalla sua interazione con la parte inferiore dell’edificio.

Applicando la seconda legge di Newton per trovare N, abbiamo:

mg – N = ma (2)

quindi
N = mg – ma (3)

I dati in nostro possesso dimostrano che a partire dal sesto punto di velocità calcolato in avanti, il blocco superiore sta accelerando uniformemente (con un indice R2 di 0,997) con una a=-6,31m/s2, o in altre parole, al 64% dell’accelerazione di gravità .

Per questo valore di a ,

N = mg – 0,64mg = 0,36mg (4)

Perciò la forza normale agente verso l’alto è il 36% del peso del blocco superiore come illustrate nella Figura 3:
































Si consideri la sezione superiore della torre come un blocco di peso mg. Dal momento che l’accelerazione del blocco è stata misurata 0,64g verso il basso, la forza netta che agisce su di esso deve essere 0,64mg. La forza gravitazionale è mg, quindi la forza normale diretta verso l’alto deve essere 0,36mg. La sezione superiore ed inferiore dell’edificio esercitano forze uguali ma di verso opposto l’una contro l’altra, quindi il carico sulla sezione inferiore dell’edificio risulta essere il 36% del peso del blocco superiore.


Richiamando esplicitamente la Terza Legge di Newton si pone questo risultato sotto un’altra luce. Dal momento che le forze nella loro interazione sono uguali ed opposte, il blocco in caduta esercita una forza uguale a solo il 36% del suo stesso peso contro la sezione inferiore dell’edificio. In altre parole, fin tanto che il blocco in caduta sta accelerando verso il basso noi abbiamo il contro-intuitivo risultato che la forza che esercita sulla sezione sottostante dell’edificio è nettamente minore del suo stesso peso statico.
Risulta difficile immaginare come un blocco superiore che esercita una forza di solo il 36% del suo peso statico possa distruggere sino al terreno la più grande, più resistente e non danneggiata sezione inferiore della torre, dal momento che l’edificio, a qualsiasi altezza, era stato disegnato per sopportare il peso al di sopra di esso di diverse volte. Tenendo conto di un fattore di sicurezza compreso 3 e 5 [12], l’accelerazione osservata implica che quasi il 90% delle resistenza della sezione inferiore dell’edificio deve essere stata eliminata da forze che vanno oltre il supposto “pile driver”, suggerendo che era in atto una sorta di demolizione controllata.

Qualcuno potrebbe dire, in termini di resistenza dei vari elementi, che l’impatto del blocco in caduta potrebbe distruggere la sezione inferiore dell’edificio (anche se questa affermazione è stata dibattuta [13]), ma che non puà distruggerla mantenendo la sua accelerazione verso il basso. Il professor Graeme MacQueen e Tony Szamboti hanno fatto, sul loro giornale, un’osservazione parallela, basata su misurazioni simili: “The missing jolt: A Simple Refutation of the NIST-Bazant Collapse Hypothesis”.[14] Hanno stabilito che qualunque aumento nella forza della sezione inferiore dell’edificio deve essere accompagnata da una diminuizione della quantità di moto del blocco in caduta. Il trasferimento di quantità di moto (cosa che implica una perdita di quantità di moto per il blocco superiore) è ciò che fa innalzare l’impulso. Il blocco in caduta può perdere quantità di moto solamente nella misura in cui decelara. Avrebbe dovuto perciò subire un “sobbalzo” che avremmo potuto vedere nell’analisi video. Ma dal momento che il blocco superiore continua a muoversi verso il basso senza subire decelerazione, è chiaro che non c’è stato nessun “sobbalzo” nonostante la vistosa deformazione dell’edificio nei primi 3 secondi.

Il fatto che il blocco in accelerazione verso il basso eserciterebbe una forza minore del suo stesso peso contro il blocco bersaglio potrebbe risultare intuitivamente difficile da accettare, ma così è perché la nostra esperienza suggerisce che il blocco bersaglio resisterebbe all’urto dello schiacciamento. La testa del martello che velocemente fa penetrare un chiodo dentro un pezzo di legno compatto esercita una forza sul chiodo stesso di molte volte il peso della stessa testa. Ma ciò è vero solo se il chiodo resiste al colpo. La grande forza che fa penetrare il chiodo dentro il legno è contrastata da una forza che simultaneamente fa decelerare la testa del martello, ed è il motivo per cui sono solitamente necessari più colpi. Se, comunque, il chiodo viene posizionato su di un blocco di Styrofoam [pannelli di polistirolo lavorato usati anche per l’isolamento termico, n.d.r] non si creerà una forza resistente significativa all’impulso. Verrà fatto penetrare nel blocco con una forza molto piccola. La testa del martello incontrerà una resistenza talmente piccola che sarà in grado di continuare ad accelerare per l’intero lasso di tempo. Nel caso del WTC 1, il blocco in caduta si comporta come la testa del martello che fa penetrare il chiodo nello Styrofoam, ma, cambiando di un poco il paragone, è l’interfaccia che si trova fra i due blocchi ad essere “soffice”. Qualcos’altro oltre al blocco in caduta (esplosivi?) sta contemporaneamente distruggendo l’integrità strutturale della zona interposta [la superficie fra i due blocchi, n.d.r.] affinchè essa eserciti solamente una piccola parte della resistenza che doveva fornire e per la quale era stata progettata.

Qualcuno in questo caso potrebbe obiettare una eccessiva semplificazione del modello. E’ stato sostenuto che il materiale schiacciato nella zona interposta si sia aggiunto al blocco superiore causando un aumento della massa della sezione superiore durante la sua caduta, generando un effetto valanga. [15] Io sarei propenso a sostenere, visto il fatto che la maggior parte della massa cadde al di fuori della pianta dell’edificio, che questa somma sia stata al massimo parziale, ma proviamo a considerare l’effetto di questa ipotetica aggiunta. La seconda legge di Newton applicata ad un sistema con massa variabile può essere rappresentata da:

Fest + (dp/dt)aggiuntiva = (dp/dt)sistema , (5)

In cui p è la quantità di moto e Fest rappresenta la forza esterna netta che agisce sul sistema. La massa aggiuntiva si trova inizialmente a riposo, quindi non esercita nessuna quantità di moto nel sistema:

(dp/dt)aggiuntiva = 0 . (6)

Dal momento che p = mv possiamo scrivere,

Fest = (dp/dt)sistema =d(mv)/dt= m(dv/dt)+ v(dm/dt) . (7)

Nel nostro caso (considernado di segno positivo la direzione verso il basso),

Fest = mg – N (8)

Dove N è la forza normale, come nella nostra precedente analisi.
Riconoscendo in (dv/dt) semplicemente l’accelerazione a, possiamo scrivere

(mg – N)= ma +v(dm/dt) . (9)

Risolvendo in funzione di N, abbiamo

N=(mg-ma)- v dm/dt . (10)

Si noti che questo è lo stesso risultato ottenuto precedentemente (Eq. [3]) a parte per la forza normale che viene ridotta ancora ulteriormente, dal momento che sia v che dm/dt sono positive.

Perciò, forse contrariamente all’intuizione, qualsiasi materiale aggiuntivo riduce l’effetto del cosiddetto pile driver. Questo risultato può ragionevolmente diventare intuitivo una volta capito che il blocco in caduta deve trasferire parte della sua quantità di moto alla massa aggiuntiva per portarla in velocità.

Sintesi

Il fatto che la linea del tetto della sezione superiore della Torre Nord ha continuato ad accelerare verso il basso attrverso la collisione contro la sezione inferiore dell’edificio indica che la parte superiore non ha potuto comportarsi come pile driver. Per tutto il tempo in cui la linea del tetto stava accelerando verso il basso, il blocco superiore, esecritava una forza minore del proprio peso statico contro la sezione inferiore dell’edificio. Qualsiasi aggiunta di materiale a favore del blocco superiore avrebbe agito da freno inerziale, riducendo la forza d’interazione in misura ancora maggiore. La sezione inferiore, ancora non danneggiata, era stata costruita per sopportare diverse volte il peso del materiale al di sopra, ma sia tenendo in considerazione un fattore di sicurezza sia che non lo si faccia, la ridotta forza esercitata dalla massa in caduta non può essere stata la causa della violenta distruzione dell’edificio vista in numerosi video. La continua accelerazione della sezione superiore dell’edificio è forte conferma che qualche altra fonte di energia è stata usata per rimuovere la struttura al di sotto di essa, permettendo al blocco superiore di cadere contro una resistenza minima.
Dal momento che si è assunto la presenza di un blocco in caduta indistruttibile, con o senza aggiunta [di materiale, n.d.r.], abbiamo dimostrato che, data l’accelerazione osservata, un tale blocco non avrebbe potuto distruggere la sezione inferiore dell’edificio. Quando prestiamo la nostra attenzione alla prova video possiamo notare che anche l’ipotetica esistenza di un blocco superiore persistente è finzione. I video mostrano che la sezione al di sopra della zona d’impatto dell’ aereo è stata la prima sezione a disintegrarsi. E’ stata ridotta nelle dimensioni in modo significativo precedentemente all’inizio della distruzione della sezione inferiore dell’edificio. Una volta che le linea del tetto scompare nella nube di detriti non vi è nessuna ulteriore conferma che sia continuata ad esistere. Che si sia o meno distrutta durante la fase iniziale del crollo rimane un punto di dibattito controverso. Noi abbiamo dimostrato che anche se fosse rimasta intatta [la parte superiore dell’edificio, n.d.r.] , non avrebbe giocato un ruolo significativo nella distruzione dell’edificio. Una piccola parte di una struttura, costituita da pochi piani, non può schiacciare in una caduta una parte inferiore molto più grande della medesima struttura solamente grazie alla forza di gravità.

Ringraziamenti

Vorrei esprimere la mia stima al gruppo di volontari degli Architects & Engineers for 9/11 Truth e altri nella più ampia comunità per la verità sull’11/9 che hanno dato un incoraggiamento e partecipato con discussioni cruciali per questa pubblicazione. Inoltre apprezzo la corrispondenza con Charles M. Beck, che mi ha portato a riflettere sulle implicazioni conseguenti a questa analisi.

Riferimenti

[1] T. W. Eagar and C. Musso, “Why did the World Trade Center collapse? science, engineering, and speculation,” JOM, vol. 53, no. 12, pp. 8-11, 2001. [Online]. Disponibile presso:

http://www.tms.org/pubs/journals/JOM/0112/Eagar/Eagar-0112.html [Accessed Mar 1, 2009]

[2] (2006) Investigazione del NIST sul disastro al World Trade Center l’11 Settembre—Frequently Asked Questions. [Online]. Disponibile presso: http://wtc.nist.gov/pubs/factsheets/faqs_8_2006.htm [Accessed Mar 1,2009]

[3] NIST NCSTAR 1. [Online]. Disponibile presso: http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201.pdf
[Accessed Mar 1, 2009]
[4] Z. P. Bazant, “Why did the World Trade Center collapse?” SIAM News, vol. 34, no. 8, pp. 2-6,
2001, (Si segnala che questa pubblicazione è stata presentata il 13 Settembre, due giorni dopo l’11/9). [Online].
Available: http://www-math.mit.edu/~bazant/WTC/ [Accessed Mar 1, 2009]

[5] Z. P. Bazant and Y. Zhou, “Why did the World Trade Center collapse—Simple analysis,” J. Eng.
Mech., vol. 128, no. 1, pp. 2-6, 2002.[Online]. Disponibile presso:
http://www-math.mit.edu/~bazant/WTC/WTC-asce.pdf [Accessed Mar1, 2009]

[6] Z. P. Bazant and M. Verdure, “Mechanics of progressive collapse: Learning from World Trade
Center and building demolitions,” J. Eng. Mech., vol. 133, no. 3, pp. 308-319, 2007. [Online].
Disponibile presso: http://www.civil.northwestern.edu/people/bazant/PDFs/Papers/466.pdf [Accessed Mar 1, 2009]

[7] Bazant, Le, Greening and Benson, Journal of Engineering Mechanics, ASCE, Vol. 134 (2008),
“What Did and Did not Cause Collapse of WTC Twin Towers in New York”
Disponibile presso: http://wtc7lies.googlepages.com/Bazant_WTC_Collapse_What_Did__Did_No.pdf


8] E. Sauret. 11/9: collasso della torre nord (Sauret). [Online]. Disponibile presso:
http://www.youtube.com/watch?v=xGAofwkAOlo [Accessed Mar 1,2009]

[9] D. Brown. Tracker ver 2.53. [Online]. Disponibile presso: http://www.cabrillo.edu/~dbrown/tracker/
[Accessed Mar 1, 2009]

[10] Open Source Physics project, NSF DUE-0442581. [Online]. Disponibile presso:
http://www.compadre.org/osp/ [Accessed Mar 1, 2009]

[11] NIST NCSTAR 1, Figure 2-2. [Online]. Disponibile presso:
http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201.pdf [Accessed Mar8, 2009]
[12] T. Szamboti. (2007, May) The sustainability of the controlled demolition hypothesis for the
destruction of the Twin Towers. [Online]. Disponibile presso: http://www.journalof911studies.com/ [Accessed Mar 1, 2009]

[13] G. Ross. (2006, Jun.) Momentum transfer analysis of the collapse of the upper storeys of WTC 1. [Online]. Disponibile presso: http://www.journalof911studies.com/articles/Journal_5_PTransferRoss.pdf
[Accessed Mar 1, 2009]
[14] G. MacQueen and T. Szamboti. (2009, Jan.) The missing jolt: A simple refutation of the NISTBazant collapse hypothesis. [Online]. Disponibile presso:
http://www.journalof911studies.com/volume/2008/TheMissingJolt7.pdf [Accessed Mar 1, 2009]

[15] C. M. Beck. (2007, Nov.) Mathematical models of progressive collapse and the question of how did the World Trade Centers perish. [Online]. Disponibile presso:
http://arxiv.org/PS_cache/physics/pdf/0609/0609105v8.pdf [Accessed Mar 1, 2009]

Traduzione: Teba

Schottolo

La qualità dell'acciaio del WTC potrebbe aver contribuito al collasso delle torri?

giovedì 11 febbraio 2010
I primi test sulle travi in acciaio dal World Trade Center mostrano che i requisiti di progettazione sono stati generalmente rispettati, o sono più robuste di quanto richiesto.

Gli investigatori federali Mercoledì hanno detto di escludere la possibilità di una "concausa" nel crollo.

Degli Ingegneri, con il "National Institute of Standards and Technology" hanno condotto test preliminari su alcuni dei 236 pezzi in acciaio dei rottami, disse Frank Gayle, che è leader di revisione NIST sull 'acciaio.

Il test ha rilevato che, come l'acciaio tipicamente utilizzato nelle costruzioni del 1960, quando il World Trade Center è stato eretto, le travi in acciaio superano i requisiti di carico, ovvero, 36.000 libre (19 ton circa) per pollice quadrato.

Spesso sono state capaci di portare circa 42.000 libre (21 ton circa) per pollice quadrato.

"Quel che è risultato è che l'acciaio che è stato utilizzato soddisfa certamente le specifiche, ma è stato anche significativamente più robusto in alcuni casi",
Disse l'investigatore capo Shyam Sunder .
http://www.nist.gov/index.html

Test preliminari: La qualità dell'acciaio delle torri del WTC è OK
Pittsburg Live (08/28/03)

Il tipo di acciaio del WTC rispetta gli standard , disse il gruppo
Boston Globe (08/28/03)

(Guarda anche: (fonte). Kevin Ryan, dell'Underwriters Laboratories,(azienda che certificò l'acciaio delle torri) invia una lettera al NIST che dice che il WTC doveva resistere alle fiamme).

Schottolo

Obiezioni sul materiale fuso che cola dalla Torre Sud

mercoledì 10 febbraio 2010
In alcuni video che riprendono la Torre Sud un attimo prima di crollare è visibile del metallo che cola; dal momento che gli unici metalli presenti erano l’acciaio e l’alluminio (del rivestimento delle torri o dell’aereo) ed essendo noto che l’ allumino anche quando fonde mantiene un colore argenteo, appare inevitabile porsi la domanda di cosa abbia prodotto temperature dell’ordine dei 1500°C (punto di fusione dell’acciaio) se il kerosene in quelle condizione brucia (ottimisticamente) a circa 800°C .(fonte fonte - video)

Secondo alcuni si tratta di semplice alluminio.

Spero che siate tutti daccordo sull'aspetto del materiale che cola dalla torre sud, cioè, giallo-arancio.

Esso (se fosse Aluminio), indicherebbe una temperatura di 980C - 1050C, visto che sembra più giallo che arancione.


(alla temperatura di fusione (600C°) assume una colorazione argentea).

Vedi tabella:

Questo è dovuto a 2 leggi fisiche:

"Emissivity—This is a dimensionless constant, the ratio of the energy radiated by a material to the energy radiated by a black body at the same temperature. This is the total energy across the emission spectrum. Emissivity is a number less than or equal to 1."

"Planck’s Law gives the spectral radiance of electromagnetic radiation of a black body. This is a function of frequency (or, equivalently, wavelength) and temperature. This law embodies the concept that the radiated spectrum as a function of frequency at a given temperature is the same shape for all radiating materials. The only factor affecting the radiated spectrum that depends on the nature of the material is emissivity, a constant, independent of frequency."


A supporto dell'ipotesi dell'alluminio fuso alcuni mostrano l'analisi citata in questo articolo:

http://undicisettembre.blogspot.com/2007/08/fiat-lux-molten-metal-dal-wtc2.html

Il frammento di alluminio è posizionato sopra un'altro di tungsteno, che viene scaldato elettricamente, a 980C° assume una colorazione giallo-arancio.

Il NIST ritiene che sia la mescolanza di una lega di alluminio ed altre componenti quali materie plastiche e fibre organiche.

http://wtc.nist.gov/pubs/factsheets/faqs_8_2006.htm (domanda 11)


Il problema con queste conclusioni è che l'alluminio non fu confinato all'interno di un contenitore, in modo tale che la quantità di calore potesse essere applicata in modo diretto ed aumentare la temperatura fino al suo punto di fusione.
Invece il metallo che scende dalla torre sud si sposta dalla presunta "fonte di calore", spinto dalla forza di gravità.


Ecco un esempio di alluminio riscaldato in un contenitore a 980C o 1800 F:





Appena cola giù si raffredda immediatamente, assumendo una colorazione argentea.
(questo non deve stupire vista la poca inerzia termica posseduta da questo tipo di metallo).


Invece, come visibile, il materiale che cola dalla Torre Sud ha sempre una colorazione giallo-arancio per tutta la sua caduta.

In questo video si vede il materiale scendere quasi fino a terra, mantenendo la stessa colorazione, (poi ci sono degli edificio che coprono la visuale): (video).

Riguardo l'ipotesi secondo cui potesse esserci altro materiale miscelato all'alluminio fuso. Tipo materie plastiche, organiche, ecc. (tali da far assumere alla colata una colorazione giallo-arancio,



Steven Jones ha dimostrato sperimentalmente che ciò non è possibile:
http://www.scholarsfor911truth.org/Experiments-to-test-NIST-orange-glow-hypothesis.html
Il materiale aggiunto, galleggia e "brucia", (ossida).

Altra dimostrazione:



In ogni caso sono sempre gradite nuove sperimentazioni che dimostrino come l'alluminio fuso o simil possa assumere quella stessa colorazione (giallo-arancio) anche quando cola giù dall'edificio.

L'alluminio e reperibile in forma di lattine di coca-cola!

Dr. Jones is Right - Molten Aluminum IS Silver

Schottolo

Impossible is nothing

lunedì 18 gennaio 2010
Jhon Skilling ha progettato oltre 1000 edifici in 36 stati e 27 paesi.
(fonte)

"Skilling, un riconosciuto esperto nella costruzione di alti-edifici, non pensa che un singolo camion-bomba, da 200 libre possa apportare gravi danni strutturali o far cadere la torre del World Trade Center.

"Le colonne di sostegno sono molto ravvicinate, e, anche se molte di esse fossero danneggiate, quelle rimaste avrebbero supportato il carico.

"Tuttavia, ha aggiunto, "non sto dicendo che la corretta applicazione di esplosivi di tale entità non possa causare una quantità enorme di danni."

Skilling, sebbene non sia un esperto di esplosivi, dice che ci sono persone che conoscono abbastanza la pianificazione delle demolizione controllate da portare giù strutture come il WTC .

"Immagino che se guardi al top degli esperti in questo tipo di lavoro, e gli dai l'incarico di portare giù questi edifici con gli esplosivi, ci avrei scommesso che avrebbero potuto farlo "
(fonte)

Schottolo

Progetto delle torri del WTC

giovedì 7 gennaio 2010
LA NECESSITA' DI UN PROGETTO A PROVA D'AEREO:

1) Nel mese di Luglio 1945 l'Empire State Building viene colpito da un bombardiere b-25, uccidendo 14 persone.
(fonte), (video).

2) Un gruppo civico, nel 2 Maggio 1968 si oppone alla costruzione del World Trade Center, pubblicando un annuncio sul New York Times.
(avvertendo che i nuovi edifici potevano esser tanto alti da costituire un problema per il traffico aereo).
(fonte), (fonte).

<--Annuncio che mostra il WTC prima di esser colpito da un aereo di linea( Fonte: Committee for a Reasonable World Trade Center)


TORRI A PROVA D'AEREO:


L'analisi strutturale è firmata Whorthington, Skilling, Helle e Jackson.

(Nel NIST NCSTAR 1-2 Appendix A, si dice anche che sia la più completa e dettagliata di ogni altra analisi mai fatta per una struttura di edificio).
(fonte).

Memoranto del NIST:

Dopo l'incidente del bombardiere B-25 sull'Empire State Building del 1945, i progettisti degli alti edifici a struttura in acciaio sono venuti a conoscenza del potenziale della collisione aerea con gli edifici.

Documenti ottenuti dall'autorità portuale di New York e del New Jersey (PANYNJ) indicano che la sicurezza delle torri del WTC e dei loro occupanti in una collisione con un aeroplano furono considerati nella progettazione originale.

Tre pagine del documento (white paper) intitolato:

“Salient points with regard to the structural design of the World Trade Center towers”

Febbraio 1964, dalla PANYNJ (guarda l'Appendice A) indicano che l'impatto di un Boeing 707 o aeroplano DC 8 che vola alla velocità di 600 mph

fu analizzata durante la stadio di progettazione delle torre del WTC.


Il documento ha anche affrontato i problemi per la sicurezza degli occupanti a seguito di tale impatto. Nel documento vi è scritto che:

"Gli edifici sono stati studiati e ritenuti sicuri in una presunta collisione con un aereo di linea jet di
grandi dimensioni (Boeing 707-DC 8), viaggiando a 600 miglia all'ora. L'analisi indica che la collisione avrebbe come risultato solo danni locali.."
(fonte).

IL PRIMA E DOPO 11 SETTEMBRE 2001:

PRIMA:

25/01/01, Frank De Martini:



Trascrizione:

"L'edificio fu progettato per sostenere l'impatto di un 707 a pieno carico, che era l'aereo più grande dell'epoca. Credo che la struttura probabilmente potrebbe resistere a più impatti di aerei di linea, perché questa struttura è come una rete anti-zanzare sulla porta di casa – questa griglia fitta – e il jet è semplicemente una matita che buca quella rete. In realtà non fa assolutamente niente."

27 Febbraio 1993, John Skilling:

"La nostra analisi ha indicato che il problema principale sarebbe il fatto che tutto il carburante sarebbe entrato nella costruzione. Ci sarebbe un terribile incendio. Molta gente sarebbe stata uccisa. "Ma, dice," La struttura dell'edificio sarebbe ancora lì."
(fonte), (fonte_p138) (cache_copia).

1993:

Uno di questi esempi ipotetici è stato messo alla prova nel bombardamento al WTC del 1993. Questo attacco richiede ulteriori discussioni circa la sicurezza delle torri del WTC. In risposta a queste preoccupazioni, il progettista dell'edificio, John Skilling ha spiegato che "guardava ogni cosa possibile, si potrebbe pensare a che potrebbe accadere agli edifici, fino al punto di un aereo che colpisce il lato ... una precedente analisi effettuata nei primi mesi del 1964 , ha calcolato che le torri saprebbero gestire l'impatto di un 707 viaggiante a 600 mph, senza crollare ".

(pag: 131-132)

Sorprendentemente, Robertson ha affermato che le torri del WTC sono state progettate per sopravvivere allo schianto aereo ad una velocità di 180 mph. (fonte)
Egli ha anche ripetuto questa affermazione in un'intervista a Steven Jones nel mese di ottobre 2006.
Tuttavia, queste affermazioni sono contraddette da Skilling, che ha indicato che "una precedente analisi, effettuate nei primi mesi del 1964, ha calcolato che le torri sarebbero in grado di gestire l'impatto di un 707 viaggiante a 600 mph, senza crollare." (fonte)

1984:

Robertson è anche contraddetto dalla sua precedente dichiarazione del 1984-5 in cui disse che era "poco probabile un crollo, non importa quanto l'edificio possa essere attaccato".

(fonte, pag 227)

16 Febbraio 1964:

"Mr. Roth disse che l'analisi strutturale fatta da parte della società Worthington, Skilling, Helle & Jackson ha scoperto che se una torre fosse colpita da un aereo di linea a 600 miglia all'ora, il danno per la torre sarebbe solo locale, e gli occupanti al di fuori dell'area di impatto non sarebbero in pericolo." (fonte: nytimes.com_February_16th_1964_New_York_Times).

3 Febbraio 1964:

Tre pagine di un libro bianco, datate, 3 Febbraio, 1964, descrive queste conclusioni:
"Gli edifici sono stati studiati e ritenuti sicuri in una presunta collisione con un aereo di linea jet di
grandi dimensioni (Boeing 707-DC 8), viaggiando a 600 miglia all'ora. L'analisi indica che la collisione avrebbe come risultato solo danni locali."
(Fonte: amazon.com (libro) (e memorando del NIST, vedi sopra).

1993:

Sono stato li nel 1993, 14 minuti dopo lo scoppio della bomba. Ho operato per circa 16 ore all'edificio e con tutte le critiche ed i rapporti post-incidente con varie agenzie.
"Ci è sempre stato detto, a tutti, gli esperti, che questi edifici possono resistere all'impatto da parte degli aeroplani". Questo è il modo in cui sono state progettate. Essi si sono dedicati a tutta questa roba architettonica, ben oltre la portata delle mie conoscenze. E' stata colpita da un aeroplano. Va bene. E stata costruita per esser colpita da un aeroplano. Voglio dire che tutti possono averci creduto. Tutti noi, anni fa, abbiamo detto che furono costruite per essere colpite da un aeroplano.."
(nytimes.com_PERGGUIA_9110160.pdf)
.

5 Settembre 2001:

"Lo progettate per l'impatto di un 707." -Leslie Robertson, L'ingegnere strutturale del World Trade Center alla conferenza internazionale sulle tendenze sugli alti edifici, Frankfurt, Germania (Fonte) (leadertelegram.com)
.

“Infatti le prime strutture all'interno dell'industria militare e nucleare sono progettate per resistere all'impatto di un aeroplano.
Leslie E. Robertson, Riferito al World Trade Center. Accademia Nazionale dell'ingegneria, Volume 32, Numero 1 - Pimavera 2002.
http://www.nae.edu/nae/bridgecom.nsf/weblinks/CGOZ-58NLCB
http://www.nae.edu/nae/bridgecom.nsf/weblinks/NAEW-63AS9S?OpenDocument


11 settembre 2001:

De martini sembrava esser così sicuro che le torri non sarebbero crollate che rimase dietro a salvare almeno 50 persone. (Fonte)

Come risultato per le sue azioni, perse la vita l'11/9. “De Martini era nel suo ufficio all'88esimo piano della Torre Nord quando fu colpita l'11/9.” [Associated Press, 8/29/2003; New York Times, 8/29/2003] (Fonte)


Un carico supplementare, dichiarato all'autorità portuale doveva esser considerato nella progettazione delle torri, era l'impatto di un Boeing 707, il più grande aereo commerciale quando le torri furono progettate, impattante l'edificio alla velocità massima di 600 mph. (nist.gov_NCSTAR1_p56)


DOPO L'11 SETTEMBRE 2001:

"Le torri del WTC sono state progettate per resiste agli impatti di Boeing 707 ma non sono state "mai progettate per la grande esplosione, ne per l'incendio da carburante d'aereo che venne dopo - una chiave omessa nel design" -Eduardo Kausel

Il carburante degli incendi non era "ragionevolmente prevedibile" -Loring Knoblauch (CEO of UL)

"il carico di combustibile non è stato considerato nella progettazione". - (Leslie Robertson).


COMPARAZIONE AEREI:


Clicca sull'immagine per ingrandire.


(fonte), (fonte)


CALCOLO DELL'ENERGIA DI IMPATTO:

Per avere una scala di valore, un'Audi del 2008 A6 3.2L pesante 1890 kg, alla velocità di 250 km/h (69 m/s), ha un'energia cinetica di circa 4.5 MJ (circa l'1/796 dell'energia cinetica del volo 175)

In questo caso:



[1890 * (69 m/s * 69 m/s) : 2

1890 * 4761 = 8998290

8998290 / 2 = 4499145 J

Circa 4,499 MJ.



L'American Airlines Volo 11 volò ad una velocità di 470 mph (210m/s) nella Torre Nord (WTC1) (fema.gov)

Ha impattato la Torre Nord trasportando (8.684 US gal), (57.922 l) di carburante che è circa il 36% della sua capacità. (journalof911studies.com)

Il suo "peso netto" fu di 177.079 lb più 57.922 l di carburante per un peso complessivo minimo di 235.001 l (106.594 kg). (fonte)

[106.594 kg * (210 m/s * 210 m/s) ] : 2

106594 * 44100 = 4700795400

4700795400 : 2 = 2350397700 J

Circa 2.350 MJ.



Il Volo United Airlines 175 volò ad una velocità di 590 mph (263m/s) nella Torre Sud (WTC2) (fema.gov)

Ha impattato la torre sud trasportando (7.415 US gal), (49.458 l) di carburante che è circa il 31% della sua capacità. (journalof911studies.com)

Il suo peso netto fu di 179.080 lb, più 49.458 l di carburante per un peso complessivo minimo di (228.538 lb), (103.663 kg).

[103.663 kg * (263 m/s * 263 m/s) ] : 2

103663 * 69169 = 7170266047

7170266047 : 2 = 3585133025 J

Circa 3.585 MJ.



Le torri del WTC sono state disegnate per assorbire l'impatto di un Boeing 707 DC-8. (707-320B)

(il più grande dell'epoca). (fonte)

Viaggiando a 600 mph (268 m/s circa).(velocità di crociera). Ed a pieno carico.


(capacità di combustibile: (23.820 US gal), (90.160 l), (71.226 kg). (fonte)
(peso netto: 146,400 lb (66,406 kg). (fonte).

[137.632 kg x (268m/s x 268 m/s) ] : 2

137632 * 71824 = 9885280768

9885280768 : 2 = 4942640384 J

Circa 4.942 MJ.



Energia di impatto superiore del 37% rispetto a quella del volo 175 ed il 110% superiore a quella del volo 11.


Designers: Claims strongly implicate that the Towers should have remained standing on 9/11
Context of 'February 27, 1993: WTC Engineer Says Building Would Survive Jumbo Jet Hitting It'
9/11 research: Towers' Design Parameters
Twin Towers' Designers Anticipated Jet Impacts Like September 11th's

Towers built to withstand jet impact
Reflections on the World Trade Center
The Fall of the World Trade Center
Plans to use a plane as a weapon in 1979.
http://www.journalof911studies.com/volume/200704/Roberts_AnnotatedJones-RobertsonTranscript.pdf
9/11 Blogger: Government-Funded Investigators Accused Of WTC Cover-Up
9/11 Blogger: What the World Trade Center Building Designers Said: Before and After 9/11

Conclusioni:

E' dimostrato che le torri furono progettate per resistere a qualcosa di peggio di quel che è accaduto l'11/9.
In questo caso: o sono sbagliati i calcoli dei progettisti, oppure deve esserci un'altra spiegazione per il crollo del WTC.
Leslie Robertson ha fatto dichiarazioni contraddette da testimonianze e documenti di ben 40 anni fa.

Queste ed altre contraddizioni possono trovare risposta solo attraverso il rilascio di tutta la documentazione relativia il WTC.

Aggiornato: 19 febbraio 2010.

Schottolo

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