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Caduta libera ed Edificio 7 l'11/9

giovedì 30 dicembre 2010
Galileo fu il primo a descrivere il fenomeno per cui, tranne che per la resistenza
dell’aria, tutti gli oggetti cadono alla stessa “velocità”. Se non l’avete mai sperimentato, provate a far cadere una grossa pietra e un ciottolo una a fianco all’altro. Qui non ci si riferisce alla “velocità”, perché questa, per un corpo in caduta libera, aumenta continuamente. Qui ci si riferisce al tasso di aumento della velocità, cioè all’accelerazione. L’accelerazione di qualunque corpo in caduta libera, tranne che per effetto della resistenza dell’aria, è chiamata accelerazione di gravità.

La forza di gravità comporta una accelerazione, per i corpi in caduta libera, è di circa 9,8 metri al secondo.
Un oggetto lasciato cadere ad una velocità iniziale nulla, che però comincia subito ad aumentare; dopo un secondo la sua velocità sarà di 9,8 metri al secondo, dopo due secondi 19,6, e così via, si dice pertanto accelerazione di gravità pari a 9,8 metri al secondo quadrato, leggermente variabile a seconda di dove viene misurata: a New York è di 9,776 m/s2











Isaac Newton dimostrò che l’accelerazione di un corpo dipende dalla sua massa e dalla forza che agisce su quel corpo (se più forze operano contemporaneamente si considera la forza risultante). Se l’accelerazione verso il basso di un corpo che cade è pari all’accelerazione di gravità, allora la forza risultante agente su quel corpo è la sola forza gravitazionale, ed ogni altra eventuale forza dà somma zero.

Cosa succede se un corpo pesante cade attraverso altri corpi, rompendoli nel passaggio? La terza legge di Newton dice che quando due oggetti interagiscono fra di loro esercitano sempre reazioni uguali e contrarie.. Pertanto, mentre un oggetto cade, se esercita una forza su un altro oggetto lungo il suo percorso, questi oggetti esercitano una forza contraria, rallentandone la caduta. Se si osserva la caduta libera, possiamo concludere che nulla lungo il percorso esercita una forza che lo rallenta, e, per la terza legge di Newton, l’oggetto che cade non si sta scontrando con niente lungo il suo percorso.

Quando la parte superiore di un edificio cade ci si aspetta che impatti la sezione inferiore con grande forza, come un’incudine sul piede. Una tipica demolizione controllata sfrutta questo: la forza dirompente dei piani superiori contribuisce alla demolizione, e diminuisce la quantità di esplosivi necessari. Questo, tuttavia, non è quello che è successo nella caduta dell'edificio 7 l’11 Settembre 2001.

Sappiamo che la parte in caduta di quest'ultimo non ha schiacciato i livelli inferiori dell’edificio stesso perché è caduta alla velocità di caduta libera. Non è caduta soltanto ad una velocità simile a quella di caduta libera. È caduta per circa 2,25 secondi ad una velocità che era indistinguibile da quella di caduta libera. Se la parte in caduta dell’edificio si fosse scontrata con la parte inferiore, quest’ultima avrebbe opposto una resistenza uguale e contraria. Ma questo avrebbe rallentato la caduta. Dal momento che la caduta non è stata per niente rallentata, ne possiamo dedurre che non c’è stata alcuna interazione, né da una parte né dall’altra.

Ma com’è possibile ?

Le esplosioni nell'edificio 7 furono udite da numerose persone quel giorno. Una di queste è stata registrata su un video reperibile su You Tube (cerca "Explosions on 911"), nella quale alcuni vigili del fuoco, attorno ad un telefono pubblico telefonano a casa per rassicurare le proprie famiglie di stare bene. Sono poi spaventati improvvisamente da un fortissimo rumore, un'inconfondibile esplosione. Questa è una di quelle che si verificarono molto tempo prima il crollo dell'edificio 7.

Poco prima del collasso definitivo, l'attico est e le colonne sottostanti cedettero improvvisamente - NIST (l'agenzia governativa assegnata ad indagare il crollo di questo edificio) attribuisce il cedimento dell'attico est al cedimento di una singola colonna, in un complesso scenario che coinvolge la dilatazione termica delle travi di sostegno - colonna. Ma è più probabile che almeno due, o forse tre colonne fossero state "tirate via" simultaneamente. Tre colonne a sostegno dell'attico est. Uno dei nostri colleghi tedeschi ha sottolineato il fatto che l'attico est fosse sceso attraverso l'intero palazzo ad una velocità vicina a quella di caduta libera, evidenziata dall'increspatura del riflesso delle finestre visibile durante il crollo. Eppure l'esterno dell'edificio ha mantenuto la sua integrità.

Il NIST sostiene che il cedimento delle loro colonna chiave ha portato ad un crollo progressivo dell'interno palazzo, lasciando solo un "guscio vuoto". Il collasso dell'edificio, visto in numerosi video, è descritto dal NIST come il collasso della "facciata", (il guscio vuoto). Essi non hanno nessuna prova a sostegno di questo scenario, tuttavia, vene sono numerose che lo contraddicono.
Dopo il cedimento dell'attico est non ci sono distorsioni visibili dei muri, ed in quel momento si sono rotte solo poche finestre.
Se il fallimento delle colonne interne si è propagato per l'interno edificio, come asserito dal NIST, di sicuro si sarebbe propagato alle pareti esterne fino a farle deformare o cedere. (deformando maggiormente i muri esterni, tra l'altro, è esattamente ciò che è stato indicato nella animazioni prodotte mediante la simulazione al computer - NIST - del crollo.)

In realtà, i video mostrano che l'esterno dell'edificio durante questo primo periodo è rimasto rigido. All'inizio del crollo si può vedere che l'edificio si affloscia improvvisamente. La fiacchezza della struttura in caduta libera è evidenziata dal contrasto con la rigidità che aveva inizialmente.
Inoltre, ci sono enormi flussi "piroclastici" di polvere, simili ad una eruzione vulcanica, che si riversarono nelle strade a seguito del crollo definitivo dell'edificio. Se quello che abbiamo visto è stato solo il crollo della facciata, perché la nube di polveri non arrivò prima, quando il NIST afferma del verificarsi del crollo dei molto più voluminosi interni? E perchè l'attico ovest crolla con l'esterno visibile dell'edificio?

La struttura portante è chiaramente rimasta fino alla fine, ed è rimossa, insieme al resto del supporto dell'edificio, tutto in una volta.
Il NIST fa fatica a trovare uno scenario plausibile, che gli permetta di sfuggire alle conseguenze di ciò che è chiaramente visibile. (Se non avete ancora visto il crollo dell'Edificio 7, cercatelo su YouTube ed osservate di persona).
Per la maggior parte della gente, guardare semplicemente il crollo è tutto ciò che serve. La maggior parte della gente non è stupida. La maggior parte della gente è in grado di riconoscere la differenza tra una demolizione ed il cedimento naturale di un edificio, senza che ci sia nient'altro da aggiungere. Se non avete mai visto il crollo dell'edificio 7 è possibile anche fermarsi a chiedersi del perché i media mainstream non lo abbiano ripetutamente mostrato, (come hanno fatto con le Torri Gemelle.)

Dopo il crollo dell'attico est, trascorsi alcuni secondi, dopo che quello ad ovest ha cominciato a crollare, quasi nello stesso tempo la linea del tetto del palazzo si incunea vicino al centro, poi tutto il sostegno per tutta la larghezza del palazzo è rimossa improvvisamente, un certo numero di finestre poste in verticale sotto l'attico ovest si rompono contemporaneamente, l'edificio si accascia su se stesso, e (in una frazione di secondo) passa al pieno supporto della caduta libera.

Non sto usando il termine "caduta libera" in modo approssimativo, qui. Ho usato uno strumento di analisi video per misurare accuratamente la rapidità dell'edificio in caduta, usando fotogrammi della CBS provenienti da una telecamera fissa che inquadrava quasi perfettamente la parete nord. Un filmato che mostra queste misurazioni è disponibile all'indirizzo: YouTube/user/ae911truth.
Ho calibrato le mie misurazioni usando le altezze di due punti dell'edificio fornite nel rapporto NIST sul WTC 7 pubblicato nell'Agosto del 2008, quindi so che la proporzione dell'immagine ("picture scale") è buona.
Le mie misurazioni indicano che con un inizio del crollo improvviso, l'edificio è caduto letteralmente in caduta libera per circa 2,25 secondi. Questo equivale approssimativamente a una caduta di 8 piani durante la quale la parte di edificio in caduta non ha incontrato alcuna resistenza. Poi per ulteriori 8 piani ha incontrato una resistenza minima, durante la quale ha continuato ad accelerare, ma ad una velocità inferiore rispetto alla caduta libera. Solo dopo questi 16 piani di caduta la parte dell'edificio che stava precipitando ha interagito significativamente con la parte di edificio sottostante e ne è stata rallentata.

La caduta libera è imbarazzante per la versione ufficiale perché è impossibile che si verifichi in un edificio che crolli in modo naturale. In un crollo naturale ci sarebbe interazione tra la parte in caduta e quella stabile dell'edificio. Tale interazione causerebbe la distruzione di entrambe le parti e rallenterebbe la sezione in caduta. Ho effettuato misurazioni su varie demolizioni controllate, usando strumenti informatici simili, e ho scoperto che crollano tipicamente con un'accelerazione notevolmente inferiore alla caduta libera. L'edificio 7 non solo è stato demolito, ma è stato distrutto usando una quantità di energia tremendamente esagerata.

La caduta libera era così imbarazzante per il NIST che nella versione preliminare del loro rapporto finale rilasciata nell'Agosto del 2008 allo scopo di rispondere pubblicamente a eventuali commenti, il fatto che fosse avvenuta una caduta libera è stato negato e rozzamente nascosto con l'affermazione secondo cui il crollo ha richiesto il 40% del tempo in più rispetto a quello che avrebbe impiegato in caduta libera. Hanno affermato che il crollo reale fino al 29esimo piano ha impiegato 5,4 secondi, mentre la caduta libera avrebbe richiesto solo 3,9 secondi. Sono arrivati a questi risultati usando solo due dati: il tempo che il tetto ha impiegato a raggiungere il livello del 29esimo piano, e un inizio del crollo artificialmente anticipato di diversi secondi rispetto all'improvviso ed evidente inizio reale della caduta libera. Hanno fatto partire il cronometro tra il collasso dell'attico est e quello ovest, quando l'edificio ancora non si stava muovendo. Hanno detto di aver visto un cambiamento di un unico pixel che avrebbe innescato quello che secondo loro è l'inizio del crollo, ma chiunque abbia lavorato con quei filmati riconoscerebbe che le imperfezioni nell'immagine dell'edificio rendono un ragionamento simile irrealistico. Inoltre, anche se ci fosse stato un leggerissimo movimento dell'edificio in quell'istante, esso è poi rimasto immobile per diversi secondi prima dell'improvviso inizio del crollo in caduta libera.
La copertura del NIST è sottolineata dal fatto che la formula che hanno usato come base per i loro calcoli sulla caduta libera è valida solo in condizioni di accelerazione costante .
Loro invece hanno applicato quell'equazione a una situazione molto lontana dall'essere di accelerazione uniforme. In realtà, l'edificio è rimasto fondamentalmente immobile per vari secondi, poi è precipitato in caduta libera, poi ha continuato a cadere con un'accelerazione inferiore.
Le loro analisi rivelano o grave incompetenza o un rozzo tentativo di occultamento della verità. (E' importante fare occasionalmente un passo indietro e considerare il contesto di questi eventi. Questa non è stata solo una copertura di fatti imbarazzanti. E' stata una copertura di fatti relativi all'uccisione di 3.000 persone e che sono stati parte della giustificazione per una guerra che ne ha uccisi ben più di un milione.)

Ho avuto l’occasione di confrontarmi con il NIST circa la caduta libera, facilmente dimostrata, ad un briefing tecnico il 26 Agosto 2008. Io e diversi altri scienziati e ingegneri abbiamo inoltre depositato delle “richieste di correzione” ufficiali nei giorni che seguirono. Quando loro rilasciarono il rapporto finale nel Novembre del 2008, con grande stupore da parte della comunità per la verità sull’11 Settembre, avevano corretto le loro misurazioni della caduta dell’edificio, compresa un’ammissione di caduta libera per 2,25 secondi. In ogni caso, hanno inserito il periodo di caduta libera in un quadro di una ipotetica “sequenza di crollo trifase” che ancora occupa 5,4 secondi.

La ricorrenza di questi 5,4 secondi, anche in un’analisi completamente corretta, è molto sconcertante sino al momento in cui si capisce il contesto. Shyam Sunder, a capo dell’investigazione del NIST, nel briefing tecnico del 26 Agosto 2008 disse all’udienza che il loro modello di collasso al computer aveva previsto che il crollo arrivasse sino al 29° piano in 5,4 secondi, ben oltre i 3,9 secondi richiesti in caduta libera. Dai quegli eventi del briefing tecnico sembrava che un team, guidato dall’ingegnere strutturale John Gross, avesse appositamente inventato un’osservazione di 5,4 secondi per poi poter far coincidere esattamente le previsioni. Chiunque abbia esperienza in misurazioni di laboratorio si sarebbe aspettato una certa presenza di inaccuratezza tra la previsione e la misurazione. Loro ne sarebbero usciti veramente alla grande con un modello al computer che avrebbe previsto il tempo di collasso con un margine inferiore al 10%. Invece no…la loro analisi combaciò precisamente con la previsione al decimo di secondo. Tenete presente che il loro modello al computer era stato costruito in assenza del vero acciaio, che era stato da tempo portato via e distrutto. Stando ai registri del NIST, non rimane più nulla dell’acciaio dell’edificio n°7. (Fermatevi a ponderare questo fatto per un momento. Qualsiasi persona che abbia visto CSI sa di quale importanza sia preservare le prove fisiche in una scena del crimine. Distruggere una scena del crimine è a sua volta un crimine, eppure è ciò che è successo nel post 11 Settembre, ed è avvenuto durante le forti proteste dei vigili del fuoco e altri che avevano realmente a cuore la scopertà della verità.) Tornando alla nostra storia. Il modello computerizzato del NIST aveva previsto che servissero 5,4 secondi perché l’edificio crollasse sino al 29° piano. John Gross e il suo team analizzarono in che momento la linea del tetto raggiungeva il 29° piano, poi stabilirono un inizio di crollo esattamente 5,4 secondi prima per poter dare una misurazione che combaciasse con il modello al decimo di secondo. Presero il loro tempo d’inizio diversi secondi in anticipo, quando ancora non stava succedendo niente, rispetto al vero incipit di caduta libera. L’edificio era semplicemente lì fermo, con il cronometro già partito, per diversi secondi. Poi collassava, con un rapido inizio, e continuava in caduta libera per 2,25 secondi.

Quindi, il NIST ora ammette il fatto che c’è stata caduta libera. Come la spiegano? Non lo fanno. Semplicemente affermano, senza un’elaborazione, che la loro analisi del collasso a tre fasi è in linea con la loro ipotesi del collasso causato da incendi. L’unica cosa dell’analisi a tre fasi che è coerente con la loro ipotesi di collasso è la durata totale di 5,4 secondi, misurandola dal momento d’inizio capziosamente scelto da loro. In altri termini, loro non fanno nessun tentativo di spiegare i 2,25 secondi di caduta libera. Se ne sono stati alla larga senza darne ulteriori spiegazioni. Rimane il dato di fatto che la caduta libera non è in armonia con nessun scenario naturale che coinvolge indebolimento, destabilizzazione o collasso perché in qualsiasi di questi situazioni ci sarebbero grandi forze di interazione con la struttura sottostante che avrebbero rallentato la caduta. Tenendo presente che anche le demolizioni controllate note non distruggono materiale a sufficienza da permettere una vera caduta libera, come può un processo naturale causato da incendi essere maggiormente distruttivo? Aggiungete a questo il sincronismo nella distruzione del supporto per tutta la lunghezza dell’edificio, evidenziata dalla posizione orizzontale della linea del tetto durante la caduta, l’inizio improvviso del collasso e il passaggio immediato da una situazione di piena stabilità a una caduta libera. Non può essere plausibile un collasso naturale con caduta libera. Non è quello che è successo. Non poteva succcedere. Nonostante ciò la caduta libera è avvenuta. Ciò significa che non si trattava di collasso naturale. Ulteriori forze oltre a quelle della parte superiore della struttura hanno improvvisamente distrutto e rimosso le colonne portanti in almeno otto piani in tutta la lunghezza e profondità dell’edificio.

La caduta libera dell’edificio 7 è una delle più lampanti “pistole fumanti” che dimostra la presenza di esplosivi piazzati negli edifici del World Trade Center prima dell’11 Stettembre 2001.


(fonte)

Schottolo
, Teba, Dr-jackal, Alberto

Silverstein, (locatario del WTC) al telefono con i suoi avvocati per garantirsi un doppio compenso assicurativo già dalla sera dell'11/9

lunedì 26 aprile 2010
L'informazione chiave si trova a pagina 18-19 del libro di Steven Brill, (giornalista) intitolato:

"After: How America Confronted the September 12 Era"

"I'imprenditore propietario immobiliare Larry Silverstein si stava recando da un dermatologo , la mattina del l'11 [NDT: Settembre], invece che nel Trade Center [ NDT: WTC] -- [ NDT: guarda i casi alle volte..] il complesso multimiliardario dove aveva finanziato con 14 milioni dollari di investimento personale una partnership di possesso dei diritti di leasing [NDT:"affitto"] degli edifici, in diritto di vanteria come proprietario putativo [NDT: reputato tale ma che in realtà non lo è] del complesso...


Silverstein, 5 mesi dopo [ NDT: 5 mesi dopo l'11 settembre] disse all'autore [NDT: l'autore del libro, Steven Brill] che fu così sconvolto e disgustato dalla distruzione e dalla perdita di quattro dei suoi dipendenti quella mattina, che lui fece che non pensare di concentrarsi su temi come l'assicurazione o il denaro fino a "forse due settimane dopo."

In realtà, secondo i suo avvocati era già al telefono la sera dell'11 Settembre, preoccupato sul modo di interpretare gli attacchi come due incidenti assicurabili, piuttosto che uno.

Così da potersi accaparrare 7,1 miliardi di dollari, invece che 3,55.

(a seguito della disputa legale riuscirà a ricevere 4,55 miliardi di dollari. NYpost)

Altre "coincidenze":

http://911blogger.com/news/2010-05-28/wtc-leaseholder-and-his-associates-cheated-death-911-was-it-coincidence-or-foreknowledge

Schottolo

Punti Importanti su WTC 1-2 & 7

mercoledì 11 novembre 2009
WTC 7

World Trade Center Edificio 7, 47-piani
grattacielo NON COLPITO DA UN AEROPLANO,
era la terza torre distrutta l'11/9.

Il crollo del WTC 7 è simile ad una classica DEMOLIZIONE CONTROLLATA
esplosiva:

• L'edificio crolla con un andamento tendenzialmente verticale in circa 7 secondi -
e secondo il NIST – con una accellerazione di caduta libera per 30 metri

• La massa complessiva dell'edificio rientra uniformemente attraverso il percorso
di cio che costituiva maggiore resistenza. Questo richiede una rimozione precisa e temporizzata delle colonne cruciali.

• La piegatura del tetto è caratteristica di una demolizione
temporizzata sequenziale che provoca il crollo verso l'interno da implosione simmetrica degli edifici .

PICCOLE SACCHE DI INCENDI DI BREVE DURATA

non potrebbero causare
il cedimento del complesso di piani per “espansione termica” (NIST) in questa moderna intelaiatura in acciaio-ignifugo.

Un singolo cedimento localizzato (una trave divelta – NIST) non può causare il sistematico & totale
CEDIMENTO DI ALTRE 400 CONNESSIONI STRUTTURALI IN ACCIAIO PER SECONDO.

Numerosi eventi e dichiarazioni registrate ne rivelano la
PRECOGNIZIONE

In questi si include il conto alla rovescia, gli avvertimenti da CNN e BBC del crollo...
prima che accadesse!

Elementi di prova Esclusi dal report del NIST:

[1] La gran parte
delle macerie prodotte
dall'implosione sono
finite in questa pila,
<— centrate all'interno la piantina originale. [2] La struttura intelaiata in acciaio di 47 piani è stata smembrata e ridotta ad una piccola pila di macerie alta solo pochi piani. La distruzione è stata totale e completa. Inoltre, la maggior parte dei muri crollarono verso l'interno — inconfondibile segno di una demolizione controllata da implosione. [3] Punti caldi fra le macerie, rivelati da immagini ai raggi infrarossi della NASA, si sono protratti per settimane a temperature di gran lunga superiori quelle scaturite da normali incendi d'ufficio . [4] Evidenze di metallo fuso e “grave attacco corrosivo da alte tempetature” documentato nell'appendice C del rapporto FEMA . Problema: Gli incendi d'ufficio non fondono l'acciaio. Ulteriori analisi rivelano la presenza di thermite —un composto incendiario che crea ferro fuso. [5] La FEMA ordinò la distruzione degli elementi di prova, 400 camion pieni al giorno prima del completamento della loro relazione, nel maggio 2002. Arrivata alla conclusione che; gli incendi avevano solo una “bassa probabilità” di distruggere l'edificio, e che “sono richieste ulteriori analisi ed investigazioni”.

WTC Twin Towers
:

WTC 1 & 2 mostrano molte singolari
caratteristiche, di una demolizione controllata
– inclusa l'estrema esplosività,
simmetria, polverizzazione,
ed espulsione laterale dei detriti..

[1] Accellerazione costante attraverso il percorso di ciò che costituiva
maggiore resistenza — non ha il tempo per "frantumarsi"

[2] Simmetria improbabile di distribuzione delle macerie

[3] Comparsa estremamente rapida della distruzione

[4] Oltre un centinaio, le prime testimonianze che riportano la comparsa
di esplosioni & flash di luce

[5] Sezioni d'acciaio di diverse tonnellate, espulse lateralmente ad 80 km/h per 200 metri di distanza

[6] Polverizzazione in aria di 90,000 tonnellate di cemento,
rivestimenti di metallo, e travature dei piani

[7]Volumi di materiale imponenti in espansione, come delle nubi piroclastiche

[8] 400 metri, il diametro del “campo di macerie”: nessun piano “schiacciato” ritrovato

[9] Espulsioni esplosive isolate, osservate 20-40 piani sotto
la volta di demolizione a “cascata”

[10] distruzione totale dell'edificio: smembramento del telaio in acciao

[11]Diverse tonnellate di ferro fuso ritrovato sotto tutti e tre I grattacieli

[12] Prove di thermite incendiaria ritrovate nell'acciaio e nei campioni di polvere

[13] Analisi dell'acciaio FEMA: solforazione, ossidazione e fusione intergranulare

[14] Nessun precedente di alti grattacieli con struttura in acciaio crollati a causa del fuoco

La volta a “fungo” mostra dall'alto ed esternamente archi estesi di macerie – un'esplosione geometrica, non un crollo gravitazionale

Evidenze escluse dal NIST Report:

Sezioni di colonne in acciaio dalle 4 alle 20-ton furono danneggiate sulla connessione e rovesciate dai lati degli edifici ad 80 kmh ad una distanza di due campi da calcio.

Vigili del fuoco ed altri ritrovarono svariate tonnellate di metallo
fuso “scorreva come lava” sotto tutti e 3 i grattacieli. 760c° scaturiti da incendi d'ufficio non
possono produrre metallo fuso a 1500 + c° — senza Thermiti incendiarie.

Microsfere formate dal ferro fuso con tracce di alluminnio e manganese (il prodotto della Thermite) sono state ritrovate nella polvere del WTC dalla USGS, una firma ambientale e fisica
indipendente.

Schottolo

New York, giudice repinge reclami di una negligenza di costruzione che avrebbe potuto provocare il crollo del WTC7

sabato 1 agosto 2009
New York, in una causa di assicurazione multi-milionaria un giudice ha respinto il reclamo per una negligenza nel design della costruzione del WTC7 che avrebbe potuto "contribuire al crollo".
In questo modo viene a cadere una delle chiavi di giustificazione che vorrebbe negare la demolizione controllata dello stesso.

La sentenza non richiama nessun elemento diverso da quelli alla quale la versione ufficiale ci ha abituati, (la Thermal Expansion; dilatazione termica indotta dal fuoco) nel caso dell'ultima versione propinata dal NIST, o nel caso dei "debunker" detriti, squarci vari, fumo, serbatoi di Gasolio ecc. (tanto.. tutto fa brodo).

Secondo il rapporto di James Glanz che è stato pubblicato dal New York Times
(concernente i serbatoi di gasolio immagazzinati in WTC 7) l'11 settembre 2002, "I serbatoi di oltre 40.000 litri di carburante era impiegato per fornire l'alimentazione di backup al centro di comando per le emergenze, un ufficio dei servizi segreti ed altri inquilini.
Un serbatoio da 6000 galloni per il centro di comando, che è stato messo al piano 23, montato a 15 piedi da terra nelle vicinanze di un banco di ascensori. ” E ' stato citato come pericoloso da funzionari del"Fire Department" nel 1998 e nel 1999, ma l'Autorità Portuale ha affermato che il serbatoio e la struttura , rientravano nei codici di emergenza del fuoco della città e la posa non costituiva un pericolo rilevante ".

I "Debunker" infatti, hanno colto al volo il fatto per il quale vi erano serbatoi di gasolio come motivo per il crollo del WTC 7, tenuto conto che non è stato colpito da nessun aereo l'11 settembre, è l'unico edificio in acciaio nella storia ad essere crollato a causa del fuoco . A parte che il fatto che ci fossero dei serbatoi di diesel non spiega come sia possibile che un edificio del genere possa crollare sulla propria impronta ad una velocità prossima a quella di caduta libera..ma i "debunker" tirano lo stesso in ballo la questione come se fosse una "vacca sacra" con la quale cercare di sostenere la versione ufficiale.

Tuttavia, un giudice di New York nel corso di un causa durata 7 anni, riguardante l'assicurazione concernente la "Consolidated Edison" ha respinto il reclamo per la (fino a poco prima) presunta costruzione difettosa o del fatto che i serbatoi suddetti avrebbero potuto contribuire al crollo del WTC7.

La "Consolidato Edison" e cinque dei suoi assicuratori hanno depositato una querela da $ 314,5 milioni contro l'Autorità Portuale di New York e del New Jersey nel settembre 2002, incolpandoli, dell'impropria progettazione dei serbatoi e della loro manutenzione.
Nel processo si richiamavano anche come veicolo per l'alimentazione degli incendi che hanno portato giù il WTC 7 e un importante contributo alla distruzione della sotto-stazione di New York l/11/9.


Tuttavia, il giudice Alvin Hellerstein, Lunedi ha ordinato all'Autorità Portuale di pagare la Con Ed un totale di 37.580.750 $, poco più di un decimo della cifra originariamente richiesta.

La Con Ed ha ricevuto solo uno decimo della somma che inizialmente ha sostenuto poichè il giudice ha respinto tre delle quattro accuse,

La terza l'illecito civile,la quarta,il rimborso crediti.


"La prima richiesta è stata portata avanti in virtù del presunto illecito di negligenza dell'Autorità Portuale nel progetto, nella costruzione e nella mantenizione del WT7, che avrebbero provocato il crollo della torre e la distruzione della sottostazione".

"La seconda richiesta è stata portata avanti in virtù del presunto illecito dell'Autorità Portuale in violazione dello Stato di New York e delle norme di sicurezza del fuoco ,della progettazione e della manutenzione della città di New York."


Entrambe le richieste sono state respinte dal giudice Hellerstein.

L'affermazione della Con Ed; che il danno causato alla sua sottostazione dalla Autorità Portuale di "negligenza, progettazione, l'approvazione, l'ispezione, l'installazione, la manutenzione, il funzionamento, il comportamento ed il controllo del World Trade Center 7.
. . . ed i serbatoi di Gasolio , "sono state tutte etichettate"come ridondanti e non indipendente vitali da parte del giudice.

La Con Ed ha affermato che i seguenti fattori hanno contribuito al crollo del WTC 7:

1) copertura ignifuga insufficente; 2) inadeguato "firestopping"; 3) giunture inadeguate nelle connessioni tra acciaio, travi, travi e colonne; 4) la violazione della città di New York per i rinforzi delle colonne nei palazzi; 5) insufficiente robustezza, ridondanza e duttilità; 6) la mancanza di "indagare e migliorare 7WTC dopo il bombardamento del 1993 della torre 1, e 7) impropria massimizzazione dello spazio.

Il giudice Hellerstein ha respinto il punto 4 nella sua interezza, poichè "Non c'è una vera e propria questione di fatto sostanziale,se tali affermazioni, e le prove a loro sostengono, sarebbero sufficienti a stabilire le richieste della Con Ed"

E 'importante sottolineare che il rifiuto del giudice Hellerstein delle motivazioni sopra citate non è un rifiuto alla premessa che il fuoco ed i detriti dalle torri gemelle sono stati responsabili del crollo dell'edificio 7, infatti, è un fattore evidenziato nel briefing come la causa del crollo (nel parere del giudice), ma il fatto che la progettazione e la manutenzione dell'edificio non può aver contribuito al suo crollo è un punto fondamentale.


Le voci secondo il quale il WTC 7 sia stato costruito in maniera scadente e quindi più vulnerabile al collasso, sono contraddette anche dal fatto che l'edificio è stato intenzionalmente progettato per consentire di rimuovere grandi porzioni di piani in modo permanente, senza indebolire l'integrità strutturale della costruzione.


Nel 1989, in seguito alla locazione dell'edificio del propietario, Larry Silverstein, azienda di intermediazione con la Salomon Brothers, ha speso $ 200 milioni di dollari per rafforzare strutturalmente la costruzione, consentendone una:

"ridondanza sufficiente per consentire le rimozione di intere porzioni di piani senza compromettere l'integrità strutturale della costruzione".


Secondo una relazione New York Times, "più di 375 tonnellate di acciaio - che richiedono 12 miglia di saldatura - sono state installate per rafforzarne i piani"
.

Come ha sottolineato il Times, il WTC7, è stato specificamente progettato per essere decostruito e modificato, diventando "un edificio all'interno di un edificio":

"Una struttura straordinaria , altamente adattabile e rafforzata per la moderna società d'affari".

Schottolo

Wtc7 vs Mandarin Oriental Hotel

giovedì 5 marzo 2009


Un tremento incendio ha inghiottito ogni singolo piano dell'edificio, con fiamme alte fino a dieci metri. Trattasi del Mandarin Oriental Hotel di Pechino.

L'11 settembre 2001 ; incendi limitati (8 piani del WTC7) portarono giù l'edificio in 6 secondi circa.

Se paragoniamo le dimensioni del Wtc7 con quelle dell'edificio in questione, scopriamo che hanno entrambi dimensioni analoghe, a differenza che uno è venuto giù verticalmente, ad una velocità prossima a quella di caduta libera, in un evento mai riscontrato in tutta la storia dell'ingenieria moderna.


Confrontiamo le immagini dell'incendio del wtc7,con quelle del grattacielo in fiamme a Pechino.
Si noti che il grattacielo di Pechino è pendente a causa della poco ortodossa progettazione - che però non ha subito alcun tipo di collasso nonostante l'incendio scaturito ,a quanto sembra, da fuochi d'artificio precedentemente sistemati sul tetto.

Qualsiasi persona sana e razionale che confronta questo fatto, tutti i vari precedenti storici in cui edifici grandi e piccoli si sono resi partecipi di incendi ben più caldi ed estesi di quello de wtc7, con l'improbabile collasso dell'edificio in questione, nota, che c'e qualcosa che non quadra.

Il fuoco ha propietà diverse in Cina rispetto agli Stati Uniti?

Ricordiamo che il wtc7 è stato rinforzato strutturalmente, ed ha subito pochi incendi in aree isolate.

Il NIST, ente incaricato di spiegare il collasso delle torri gemelle e del wtc7, riconduce il crollo ad un "evento straordinario" chiamato "thermal expansion", espansione termica.

Evento che si riscontra solo nel giorno delle coincidenze magiche: 11/9...

In realtà gli incendi non possono causare il crollo di interi grattacieli, o farli implodere su se stessi come per le torri gemelle ; questo è solo possibile mediante il posizionamento di cariche esplosive.

In effetti è quello che è successo.

Schottolo

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